6 novembre 2025 · 6 min
Ricambi originali o equivalenti: cosa cambia davvero
In breve
Il ricambio originale porta il marchio del costruttore; il primo impianto è prodotto dallo stesso fornitore senza quel marchio e ha qualità identica a prezzo inferiore; l'equivalente omologato rispetta le norme di riferimento con tolleranze di accoppiamento talvolta meno precise; l'usato di recupero è adatto a pannelli non strutturali su auto di età elevata. Su parti di sicurezza e strutturali si usa originale o primo impianto.
Le quattro categorie
Originale: il pezzo con il marchio della casa, prezzo più alto, accoppiamenti garantiti. Primo impianto: lo stesso pezzo, dallo stesso fornitore che rifornisce la linea di montaggio, senza logo — tecnicamente equivalente, mediamente più economico del 20–40%. Equivalente omologato: prodotto da terzi secondo norme di riferimento; sui fari e sui pannelli esterni le tolleranze possono richiedere qualche aggiustamento in fase di montaggio. Usato di recupero: pezzo smontato da altro veicolo, sensato su auto datate e pannelli non strutturali.
Dove non si scende di categoria
Componenti strutturali della scocca, airbag e relativi sensori, cinture, cristalli con predisposizione ADAS, elementi che partecipano alla deformazione programmata: qui si usa originale o primo impianto, punto. Non è prudenza commerciale, è il perimetro della sicurezza.
Cosa dice l'assicurazione
In sede di perizia la compagnia può quotare ricambi equivalenti per contenere l'importo. È legittimo, ma il cliente può chiedere l'originale accettando la differenza a proprio carico, oppure motivare tecnicamente la necessità dell'originale — ad esempio quando il costruttore lo prescrive per un componente strutturale. In entrambi i casi mettiamo tutto per iscritto nel preventivo, con codici e prezzi separati.